Il corpo disgiunto dalla mente, da essa abbandonato è come un neonato lasciato a se stesso dalla madre. E una mente senza il forte legame col suo corpo resta senza riferimenti.

Devono abbracciarsi in un’amorevole e attenta comprensione, in un’armoniosa vicinanza.

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Michelangelo Buonarroti

Crediamo che buona parte del nostro vivere sia in mano a scelte razionali, magari anche sagge ed efficaci. Perché allora ci sono giorni in cui il nostro corpo inizia a chiamarci con dolori che prima appaiono sfumati, poi via via più intensi?

Ogni parte del nostro organismo è in grado di comunicarci miriadi di emozioni e vissuti. Un linguaggio fine, puntuale, continuo.

La somatizzazione è un messaggio del corpo alla mente: ti voglio dire che… E’ una fortuna che esista, è un mezzo potente della Natura, va accettata e “sentita”.

Per “sentire” si “ferma” tutto e si a s c o l t a n o quei muscoli contratti, quella acidità che giunge alla gola, quel senso di peso, quei capogiri, ecc.

E’ un lento e paziente apprendimento, un dialogo interno. Mente e corpo, corpo e mente comunicano scambiandosi “informazioni”. Lasciamo loro il tempo per conoscersi e allora si com prenderanno.

Vederci in questa unicità, in una sola nuvola che avvolge la nostra corporeità con la nostra razionalità ci guida verso una maggiore comprensione del chi siamo, del come siamo, del dove muoviamo. Questo scambio sincero e continuativo ci permette di afferrare il quotidiano in una sorta di equilibrio che accetta i cambiamenti e allo stesso tempo li afferra.

Questo lavoro solo ognuno di noi lo può fare. Ci sono yoga, training autogeno, ipnosi, mindfulness, contatto con la natura… che lo favoriscono, ma come ogni cosa seria del vivere va portata avanti nella quotidianità, dal nostro io nella sua totalità.

… piano piano i pensieri inutili scivolano via, i passi si fanno più leggeri, i respiri tornano profondi e grati, i muscoli rilassati, i sorrisi aperti a se stessi e al mondo…

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