Mi siedo, vi guardo e sarete voi a parlare.

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E’ un gioco che abbiamo già fatto, ormai lo sapete. Ad uno ad uno raccogliete i pensieri ed esponete idee ed interrogativi. Oggi l’argomento è…

Io solo soffuso moderatore, voi giornalisti curiosi, acuti osservatori capaci di lanciarvi la palla in un campo sterminato, in cui i ruoli sono spesso interscambiabili. Traccio un confine se necessario, altrimenti è il vostro entusiasmo che sceglie direzioni intensità e dinamica del gioco.

Le vostre giovani menti vedono questo mondo con angolature colorate e musicali. Non mancano i neri, né bassi o acuti. Siete imprevedibili. Non vi stupite di voi stessi, sono io, quella seduta qui, quella che si dice finalmente ecco chi può far lezione. Siamo una squadra che compone le sue pagine di conoscenza, con il compreso e lo sperimentato tutti insieme o da alcuni di voi.

State crescendo, il nuovo vi affascina, ancora di più la possibilità di raccontarvi. Poter esprimere i vostri vissuti vi rallegra. Raccontare come percepite i vostri istanti più intensi regala gioia ai vostri occhi chiacchierini, dona gocce di sapere a tutti.

A me giunge la forza delle vostre singole vite, tanto ricche ed intese.

 

La conoscenza non si pone limiti, neppure generazionali, né di ruoli, il che induce a vestire panni umili ed attenti.

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