“Da un Counselor vado per trasformarmi”

umberto-orsini

Per iniziare ecco questo prezioso scritto di Jung:

«Va col vuoto tra le mani, poiché questo è tutto. Questo è il mio dono.

Umberto OrsiniSe riesci a portare il vuoto tra le tue mani, allora ogni cosa diventa possibile. Non portarti dietro i tuoi pensieri, la tua conoscenza, non portarti dietro niente di ciò che riempie il secchio, e che non è altro che acqua, perché altrimenti guarderai sempre e solo il riflesso, e nient’altro. Nella ricchezza, nei beni materiali, nella casa, nell’automobile, nel prestigio, tu non vedrai che il riflesso della luna piena nell’acqua del secchio, mentre la luna vera è li, in alto, che ti aspetta da sempre. Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo; ma prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, devi lasciar cadere il secchio della tua mente, dei tuoi pensieri: non più acqua, né luna. Il vuoto nelle mani» (Jung — Libro Rosso).

Questo secchio è di ogni Persona, ciascuna lo considera importante. Svuotata l’acqua si vede non la Luna in essa riflessa, ma quella in alto nel Cielo, quella che è.

Il vuoto non è mancanza di vita, di idee, di iniziative, in generale non è “mancanza”, è il contrario: pienezza. Le mani avvicinate e concave, sgombre da “beni materiali”, “pensieri”, “conoscenza” accolgono una nuova realtà, quella del benessere. 

“Andare col vuoto nelle mani”: chiudete gli occhi, comodi su una poltrona e accompagnati dal vostro respiro vedetevi così, col vuoto nelle vostre mani. Sentite… Regalatevi tutto il tempo.

Ecco come l’ho vissuta io: ho iniziato a sorridere lievemente, le spalle si sono rilasciate e ho provato la sensazione di procedere, un piacevole benessere. Le mani sono diventate leggere come petali.

Chissà cosa proverete, fatelo e raccontatelo, se volete anche a me.

Una cosa è farlo così con un tocco di fantasia e  uno di rilassamento, cosa è invece il vero vuoto tra le mani? Con le mie parole non ve lo so raccontare. Vi toccherà attuarlo.

Chi svuota il secchio è il Cliente, coi suoi muscoli e il suo convincimento. Non svuota tutto in un giorno, il tempo non ha sveglie, tutto procede con i ritmi della Persona e del suo ambiente. L’intorno può concedere cambiamenti o rallentarli, se non fermarli. Si vive con legami e doveri. Svuotare costa, si è attaccati alle abitudini e persino alle sofferenze, ogni vissuto fa parte dell’io, liberarsene è faticoso, innesca dubbi e resistenze. Il Counselor ascolta, compartecipa e illumina con cenni e brevi frasi. Sì il lavoro lo fa la Persona, la sola che conosce la sua situazione e tutti i suoi vissuti. Sa cosa vuole dalla sua vita in modo chiaro o offuscato, sa cosa non vuole più, sa cosa deve mettere a fuoco, si racconta e mentre parla con il linguaggio verbale e del corpo porta alla luce, soprattutto per sé stessa, tanti come, se, chissà…

Ricordate la novella di Pirandello “Ciàula scopre la Luna”? il povero minatore la cui camicia non era neppure più una camicia, deriso da tutti, spoglio di averi e di amore. Lavorava in un ambiente dove la notte era sempre. Una sera ormai vicini all’uscita il carico gli cadde dalle spalle e: “Sollevò un poco le braccia; aprí le mani nere in quella chiarità d’argento. Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna… E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna? Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva. Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola, eccola là, la Luna… C’era la Luna! La Luna! E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo…”.

Capita di vivere in miniera, sotto pesi che schiacciano il corpo, un corpo di cui non abbiamo pietà. Sopra la luce della Luna, con i suoi “gran conforto, grande dolcezza”.

Ognuno a modo suo è schiacciato verso terra. Un Counselor sposta un po’ un masso, con una forza lieve, il Cliente coglie che un equilibrio si è infranto e compie nuove scelte. Inizia una trasformazione, di cui non si conosce la mèta finale, che importa! ormai si sa buttare, stare “vuoti” con una Luna lassù, da vedere. 

Posso rivelarvi che con le mani vuote mi sento come questa pigna, sotto il suo cielo, vicino al tronco del suo albero, poggiata a terra e avvolta da lievi cristalli di neve: tutto, apparentemente poco.

pigna-neve

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