“Sono così” e il cambiare

“Sono così” e il cambiare

asino e donna

Un dire schietto, diretto, per direttissima: “Son fatto/a così, mi accetti o quella è la porta, volendo questa la mia”.

Alcune di queste persone sono ancorate al loro mondo e in quello preferiscono rimanere, altre mettono paletti, indicano passioni, fragilità e necessità.

Ognuno ha una sua essenza,“è così”, si sente così, vive così.

Si è, ma non necessariamente sempre avanti e indietro sulle stesse rotaie, medesime stazioni e panorami stantii. Quell’è ampliando i confini si arricchisce. Immaginate un è estroverso, aperto al provare, vedere e imparare, all’ascoltare.

Ci si arricchisce aprendoci.

Il nostro carattere, così come le linee del nostro viso, il timbro della nostra voce, la nostra camminata sono inconfondibili e riconoscibili a noi stessi e agli altri. Se così non fosse ci sentiremmo spersi. E allora a chiunque arrivi a dirci cambia il tuo naso all’insù o il tuo modo di mangiare, soprattutto le tue speranze, quanto ami e custodisci possiamo rispondere sereni: no, grazie. Non si cambia per acconsentire a ordini più o meno velati, lo si fa quando sono in gioco il bene e il meglio.

In noi ci sono i grandi difetti, ma fanno da contrafforte ai pregi. La perfezione non esiste e sta antipatica a tutti.

A me piace: “Sono così e posso cambiare”. Anche: “Sono così e continuo a cambiare, un po’ alla volta”.

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