Il troppo parlare è malsano, uno spreco di tempo.

I termini rotolano l’uno sull’altro scendono, salgono, rimbalzano, si confondono tra loro e dove portano? in vicoli ciechi.

Il fare è scoprire, scegliere, cambiare.

Mette di fronte a: errori commessi, scoperte illuminanti, incontri preziosi, azioni inutili… Ci vuole coraggio per muoversi. Restare fermi nello stallo ci chiude in gabbie dalle quali a stento vediamo scorrere il mondo fuori. Proseguendo nell’agire si aprono porte, si chiudono finestre. Di fronte a bivi si pensa e quindi si procede o a destra o a sinistra. Il fare obbliga a decidere, a farsi coscienti e accorti.

C’è il parlare che incita al fare, che suggerisce idee, che muove verso il cambiamento, verso il raggiungimento di nuovi obiettivi.

Per imparare a parlare “il giusto” si accompagna l’ascolto con l’agire.

Un ascolto e un agire attenti e meticolosi, che portano a un concentrato di parole e a frammenti di pensiero nati dal confronto tra quelle che chiamiamo realtà e vita.

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