dal lat. attentio -onis, der. di attendĕre:  “rivolgere l’animo”

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L’attenzione ci viene richiesta, la domandiamo, la smarriamo e la ritroviamo.

L’attenzione come un dedicarsi a qualcosa, a qualcuno.

Rivolgere l’animo va oltre uno sforzo di concentrazione, al di là dello stare attenti per leggere, sentire, capire… me lo raffiguro come un rispettoso cenno d’inchino rivolto a chi ascoltiamo e conosciamo, un lasciare ogni forma di giudizio per abbracciare mondi diversi dai nostri.

I bambini sono i Maestri dell’attenzione. Più che imparare scoprono e provano, quindi fanno. Se siamo desiderosi di essere verso gli animi, compreso il nostro, passiamo tempo a osservarli e a giocare con loro. Saranno la loro fantasia e le loro risate a guidarci. Vedremo comparire possibilità e orizzonti diversi. La capacità di rivolgere noi stessi diventerà sempre più naturale, più parte di noi. Il bambino che siamo stati è sempre in noi e ci aiuterà in questo percorso che promette sorprese entusiasmanti.

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