• Siamo nati scoprendo
  • La nostra casa ce la portiamo dentro
  • Capita di voler esternare cose piccole, per farle notare.
  • “Da un Counselor vado per trasformarmi”
  • Le ali dell’inconscio
  • Sapere di che panno è vestito qualcuno
  • “Sono così” e il cambiare
  • Mi siedo, vi guardo e sarete voi a parlare.
  • Vi sentite pieni di energia?
  • Quel molto che mi hai dato
  • La cucina del cuore
  • Vertebra dopo vertebra si torna in piedi
  • Quel filo solido
  • Lamentiamoci un po’
  • quel suo racconto dorato
  • Confini apparenti
  • Principio
  • In un bar del centro, la mattina.
  • Dal dovere fattosi macigno al: teniamoci il meglio
  • “Fratture scomposte”
  • Il counselor e l’ipnotista in me

Cristina Merlo

Cristina Merlo

Archivi della categoria: Uncategorized

Vasi comunicanti vuoti traboccanti

24 sabato Mar 2018

Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

≈ Lascia un commento

Vasi-comunicanti

Un vaso non è mai vuoto, contiene gas, sempre in movimento, come una mente che brulica di idee, come un cuore che pulsa, come passi alla ricerca.

Si parla di Persone vuote, ma come dirlo se non si è loro? chissà cosa c’è oltre e dentro  l’apparente effimero. Si può dire mi sento svuotato, il che però coincide col sapere qual è un qualsiasi tipo di pienezza.

Un vaso può traboccare di buon senso e di bene, come di sciocchezze ed intemperie. Può essere come fiori ridenti o lave incandescenti.

Vivono vasi per scelta fermento per se stessi e per chi ci sta loro vicino. Scivolano e scorrono,  non appariscenti, confusi col mondo perché qualcuno si accorga non di loro, neppur tanto dei loro pensieri, ma del come vivono. Sono come gocce che via una l’altra cadono dentro vasi comunicanti.

Cercano il confronto e quella che comunemente viene detta crescita personale, ma che quella ancora non è. E’ piuttosto simile alla ricerca dello stare bene qui dove viviamo, in sintonia col dentro e con chi e cosa ci sta intorno. E’ come lasciarsi andare ad ogni momento dimentichi di stalattiti, simili a fili d’erba nei campi, che nulla sanno ma molto sentono.

Ognuno mantiene la sua forma, quindi la sua unicità, regalando all’insieme quella variabilità di cui tutti abbiamo bisogno.

Le gocce sono preziose come l’acqua, come terra fertile offerta a chi vuole germinare.

Sono di tutto, persino sguardi apparentemente perduti, in realtà intravisti e fermi dentro.

Cogliendo nell’attimo sguardi

24 sabato Feb 2018

Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

≈ Lascia un commento

 onde sonore.jpgFulminee occhiate colte al volo.

Ce ne sono che cambiano in meglio le giornate, sono oltre quelle descritte nei più bei libri o quelle che bravi attori sanno portare in ed oltre la scena.

Ci sono sguardi che sono il contraltare di ingiustizie, prepotenze, rancori, solitudini, sono ricchezza portata a chi attento la incontra.

Quando ne incrocio il mio cuore balza felice. Nulla di più bello degli sguardi puri e profondi, allegri o malinconici che siano, pensosi o spensierati. La loro essenza è ciò che conta, vibrano con la musica della bontà.

Penso spesso a due, quattro, sei, otto… occhi giovani e so che da quelli è nato e crescerà molto. Vedo gemme di fronte a me e, per quel che mi sarà dato, le proteggerò con semplici soffi d’amore, offrendo, se richiesta, la forza della mia età, della mia forma di donna.

Dal mio canto sapere di nuove gemme rende i giorni pregni di significato e speranza.

din din!

24 sabato Feb 2018

Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

≈ Lascia un commento

campanellino fiore

Campanellino

…è suonata una campanella piccola, né d’oro né d’argento. Perfetta nella sua forma, ma soprattutto nel suo suono.

Una campanella da tenere in mano come note di clessidra. Din!

Sentite come suona e risuona, pare la campanella del cuore. Din!

Din Din! svegliati: ogni giorno è luce e sentori.

Questa mattina questo din! mi è nato dentro e non potendolo suonare ho provato a riprodurlo con queste righe. E’ tanto delicato quanto diretto, filo di seta bianco ed iridescente, giunge alle orecchie vivo e vivace.

Meno acuto di voci di bimba, più puro di gocce d’ acqua in discesa e certo più timido dell’arcobaleno.

Se un giorno riuscirò a riprodurlo, ve lo farò ascoltare.

Se qualcuno qualcosa ne sa, mi faccia sapere.

Lutto

24 sabato Feb 2018

Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

≈ Lascia un commento

images

Non è solo nella morte.

Ci si sente in lutto in molte occasioni: un sentimento negato, una posizione lavorativa mai raggiunta o deludente, una storia d’amore finita, un desiderio infranto, amicizie scomparse o da noi stessi cancellate…

Per uscirne bisogna starci dentro, questo lutto va conosciuto, piega dopo piega, in ogni anfratto.

E’ un agire da masochisti?

Dolore e rabbia compaiono per quanto ci manca o per ciò che sentiamo invaderci. Cosa accade: voglia di piangere o urlare, viso fermo con occhi nel nulla, spalle accasciate, schiena dolente e un senso permanente di incapacità di capire, il non sentire chi si è, solo confusione in un vortice di sensazioni cupe come la mancanza del fiato, come parole rotte che restano chiuse in gola, mancanza di riferimenti e certezze.

Per uscirne inizialmente si scorre nel vortice, insieme a lui, fino a quando se ne diventa i padroni, quando ogni scena e ogni stato d’animo sono finalmente chiari, quando tempeste di sabbia e onde impietose sulla pelle scompaiono.

Verranno a galla insieme a dolore e rabbia anche giornate positive, sensazioni colme di vita, ricordi pieni e un giorno sarà una luce a cancellare o sfocare solitudine, rassegnazione, insoddisfazione, vuoto, disperazione.

Ci sono fatti che non possiamo scegliere, accadono o devono accadere, ad alcuni abbiamo contribuito con le nostre decisioni, ma sono fatti, andati, passati. Al loro posto mettiamo quel che resta, come se fosse un’essenza col migliore dei profumi, ricordi pregni lucidi e veri. Agli obiettivi non raggiunti se ne sostituiscono altri e spesso capita che si sentano completamente nostri.

Il peggiore dei lutti è il non ritrovarsi o il non essersi mai trovati. Una mancata nascita. C’è chi in una vita nasce, rinasce così tante volte da ricordare solo i momenti cruciali, le svolte. Si può iniziare ad essere, scoprirsi a qualsiasi età, tutto comincia con un click, per questo si sta sempre attenti ai segnali nei giorni. Da dove o da chi parta quel click non si sa a priori, mai. Prendetela come una caccia al tesoro. Ognuno è qui per sé e per l’umanità, quindi attenti ai vostri click, potrei dire al vostro treno, se è ora di sentirlo e di salirci fatelo, ne vale la pena per tutti.

La comunicazione

30 lunedì Ott 2017

Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

≈ Lascia un commento

ala giallo

L’artista è colui che è in grado di comunicare

emozioni , sentimenti,  pensieri.

Il counselor è colui che fa nascere uno spazio all’interno del quale l’Altro

inizia a comunicarsi.

In questo spazio si muovono e la Persona e il counselor, in una specie di danza

che tocca momenti, fatti, agiti, il mondo del sentire.

Questo spazio è libero, uno spazio dove il tempo è per l’Altro, per il suo esprimersi,

per il suo iniziare a nascere come desidera.

Quando il lavoro un giorno ha termine la Persona è divenuta

l’artista di se stessa, della sua vita.

Vivere intensamente è anche comunicare.

Conoscere l’inconscio

09 domenica Lug 2017

Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

≈ Lascia un commento

palloncino B

Per farlo scegliete un Ipnotista, dal quale farvi accompagnare. Un professionista che sentite vicino e rassicurante e che sapete competente.

Ogni esperienza di trance è unica. C’è chi, già alla prima seduta, scopre il suo inconscio e inizia a comunicare con lui. Chi, un passo alla volta, lo vede avvicinarsi, magari lo sente parlare o ne percepisce un sorriso. Non ci sono né tempi, né modalità prestabiliti, è un’esperienza solo vostra, incredibile al suo nascere ed a ogni successivo contatto con l’inconscio stesso. Dopo un certo percorso lo sentirete come una preziosa presenza. Di lui vi fiderete, a lui vi appoggerete, con lui potrete parlare.

Ci sono molte situazioni in cui la razionalità, anche se esercitata e brillante, non concede lucidità. Capita che si muova tra meccanismi pesanti, ingranaggi mal lubrificati, frenata da somme di dati non poi così essenziali.

L’inconscio è un diretto, va al dunque, parla chiaro, senza fronzoli.

E’ sincero.

Stupisce.

Avvolge con la sua stima, il suo amore, la sua fiducia, la sua vicinanza… è con voi. Imparare a dialogare con l’inconscio significa avvicinarsi alla propria vita, ai propri desideri, ai dubbi e alle sofferenze in modo totalmente diverso. Non si è più soli, ma sempre in due.

E’ un alleato forte, rassicurante, aperto e privo di pregiudizi. Non solo: ha occhi che vedono nel profondo e nell’intorno, sa chi siete e vi aiuta a esserlo.

Le situazioni e le visioni contorte insieme a lui si srotolano e prende forma una vostra realtà che sa di vero, sincero ed appagante.

Lasciarsi scivolare verso l’inconscio, scoprendo i giochi dell’immediatezza è un ottimo inizio. Coltivare questa relazione unica e intima rafforza l’io, scopre porti quieti e radure dove ombre e luci trovano una loro pacifica vicinanza.

palloncino B

Mettiamo in gioco la Relazione

18 mercoledì Gen 2017

Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

≈ Lascia un commento

 

“una Persona e un Counselor insieme”

“La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma, come la legna da ardere,
ha bisogno solo di una scintilla che la accenda” Plutarco

enso-cerchio

La mente ha bisogno di aria, di spazi, meglio del vuoto, “del vuoto tra le mani” come diceva Jung. Ci portiamo appresso tanti pensieri, siamo occupati da mille preoccupazioni, crediamo così d’essere molto occupati, sì indaffarati e spesso crediamo d’essere infelici. Lasciando andare via il troppo, l’inutile e le mani restano finalmente vuote e il senso di malessere scompare, cedendo il passo alla leggerezza.

A partire da richieste che riguardano lo star bene e il desiderio di cambiamenti cosa accade in una Relazione di Aiuto?

Si crea un ambiente, se vi piace una nicchia ecologica o anche un laboratorio (proprio dal latino laborare, lavorare) in cui ognuno si sente al suo posto, anche per esempio nell’aver scelto l’angolo dello studio che più gli piace o che in qualche modo lo conforta.

Il passo successivo? almeno per me calarmi in un mondo che non è quello dell’Altro, né il mio, non è un mondo di mezzo, tanto meno un mezzo per, è un nuovo “territorio” dove si crea La Relazione. Questa Relazione non è uno dei due, né la loro somma, neppure il loro essere vicini in una camera. Immaginatela come una zona accogliente, con un suolo soffice, un’atmosfera rarefatta dove molto può prendere corpo, trasformarsi, scomparire, passare rapidamente o divenire importante essenza. La mia mente lenta si svuota preparandosi all’ascolto; mi è di grande aiuto il mio respiro, lo rendo quieto costante, contemporaneamente mi rilasso, sento i punti di appoggio del mio corpo sulla poltrona e dei piedi a terra. Mi preparo a essere in un nuovo mondo per ora vuoto e aspetto il fluire delle parole, le pieghe di un viso che pian piano diventa familiare…

In questa zona completamente nuova, sgombra da pregiudizi, con un tempo che è dato dal battere del cuore e non da invadenti lancette si può lasciare che accada… cosa? proprio non si sa, l’importante è non esercitare spinte e neppure frenare, non aggiungere ingredienti in un piatto che non è il nostro.

La presenza cosciente è la sola che garantisce la comprensione dell’Altro e la possibilità d’essergli d’aiuto.

Seguire stralci di vita non è un qualcosa di contorto o cerebrale, non è farsi Azzecca-matasse, non è indicare a altri l’Est, neppure divenire statue marmoree che lasciano scorrere ondate di parole.

Seguire questi stralci è un essere accanto, un po’ di fronte, un po’ di fianco con un corpo che si protende il giusto verso la Persona, con una delicatezza che varia a seconda di chi è lì con noi, con una presenza dei piedi, delle mani, del respiro, delle parti del volto, di un busto che ondeggia un po’ in avanti un po’ indietro in una danza che sottolinea stati d’animo, passioni, interrogativi, timori, rabbie, desideri, aspettative… Un corpo che lasciandosi andare diviene ballerino partecipe di quello che è il racconto di vita dell’Altro. Nella narrazione ogni sentimento, ogni sensazione e ogni mutamento d’espressione e postura vibrano nello spazio della Relazione. E questa vibrazione la si sente e la si può sottolineare con cenni del capo, con l’uso di diverse vocali, con punteggiature che lasciano l’Altro libero di continuare a esprimersi. L’ascolto fa parte della fornace del “territorio” della Relazione, non dà nulla di nostro, neppure una parola, lascia che una Persona si chiarifichi a se stessa, quasi senza accorgersene. E’ un nuovo dialogo che inizia ad avere con se stessa, al di fuori delle formelle di tutti i giorni, degli schemi reiterati. In questo “territorio” altro dal Cliente e dal Counselor tutto può muoversi e aprire vie verso il fare diversamente.

Il primo fare della Persona sarà lo scoprire quanto è di peso, le inutilità. Il secondo liberarsene, per sempre. A mano a mano che le sue mani saranno sempre più vuote, avrà spazio per iniziare a stare bene.

 Alexis Perevoschikov bambino bolle.jpg
Ph. © Alexis Perevoschikov
#Benessere  #Relazione  #Counselor  #Vuoto
  • #cogliere #esprimere #benessere, c’è uno spazio che li lascia crescere

    02 venerdì Dic 2016

    Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

    ≈ Lascia un commento

    modellare-vaso

    Con una certa facilità ci capita di incasellare gli altri, a partire da piccole macchie, che crediamo esistere. Quasi li plasmiamo secondo il nostro modo di vedere la realtà.

    Un ipnotista, un counselor non hanno celle per nessuno, fanno cadere in sé le barriere del pregiudizio. Il concetto di diversità esiste per cogliere le tante unicità di ogni essere.

    Cogliere è trovare con cura, con attenzione, con dedizione. E’ l’empatia che si fa atto. L’empatia è certo sintonia di gesti, parole, ascolto e sentire, ma fondamentalmente è l’atto del consentire al Cliente di esprimere chi è. Dal latino exprimĕre: premere fuori, portare fuori, riuscire a dare alla luce chi realmente si è. Se questo è il significato di esprimersi, quale donna o uomo non desidera vivere portando fuori, manifestando il suo essere? Il nostro ben-essere dipende in buona parta dalla capacità di trovarci e esistere per quello che siamo.

    Allora chi si occupa di Relazioni d’Aiuto e Ipnosi in realtà cosa offre alle persone? Uno spazio rispettoso, dove possano prendere confidenza con sé stesse, iniziare ad aver fede in sé, fiducia in sé.

    Col pilastro della fiducia si rivelano e svelano sentimenti, desideri, vissuti. Si trasformano: paure rabbie tristezze somatizzazioni ansie confusioni indecisioni… Tutto può acquisire un nuovo aspetto e se serve scomparire.

    Il fermo e il fisso non esistono più, cedono il passo al “decido cosa fare” e “mi muovo”. Molto si poggia sul desiderio convinto e duraturo, sull’agire ogni giorno, tutti i giorni. Ognuno gioca la sua partita, gli altri possono essere accanto e presenti, ma il fare tocca al singolo.

    Trasformarsi significa trovare i mezzi per cambiare una volta e continuare a farlo quando sarà necessario. La trasformazione ha un inizio e procede nel tempo, si specchia in fatti, bisogni e necessità. E’ un inizio che incontrerà entusiasmi e ostacoli, momenti di vera consapevolezza e altri di incertezza, tutte quelle che sono le variabili di una vita…

    riproduzione-di-un-raffaello-sanzio
    Raffaello Sanzio — riproduzione
    #Trasformarsi  #Benessere   #Cogliere  #Esprimere  #Spazio

    Quanto è reale il dolore psicologico? reale o falsificabile? trasformabile?

    25 venerdì Nov 2016

    Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

    ≈ Lascia un commento

    dolore-psicologico

    Di proposito non darò un volto a questo dolore, ognuno ne focalizzi uno sentito come tangibile e importante.

    Tanto più si pensa a un dolore, anche fisico, quanto più diventa intenso, spicca nella vita come se ne fosse il centro, un pilastro portante, il nutrimento. Tutto nostro, avvolto intorno a noi e allo stesso tempo sprofondato nell’io. Così reale e immenso da… non poterne più fare a meno. “Quello sono io, sì quel dolore sono io”.

    Prendiamo per vera questa affermazione, questa convinzione.

    Ma… se non lo fosse? se fosse falsa?

    Se quel dolore non fosse connotato da tutte le caratteristiche che gli attribuiamo, da una storia precisa, da un’intensità tutta sua. Se osservandolo distaccati, proprio lontani ci accorgessimo che è un po’ pallido, sfocato, inventato, sottolineato. Se da un episodio avessimo creato un romanzo. Se fermandoci sapessimo bene che quel grattacielo o quella stanza scomoda l’abbiamo fatta noi, per poi viverci dentro. Allora sarebbe ancora un dolore o piuttosto una nostra costruzione frutto di chissà quale causa? Comoda perché conosciuta, è la nostra, allo stesso tempo tremendamente soffocante e induttrice di sofferenze. E’ dentro di noi, ma se non fosse reale? solo vecchi mattoni sgretolati?

    Come scoprire ciò che non esiste? fermandosi a cercare le frasi lamentose, i gesti sempre uguali, i desideri fermi nel mondo dei sogni, i mancati cambiamenti, le sfumature di umore con coordinate immutate da tempo… questi sono tutti movimenti ripetuti in modo meccanico, robotico, niente è volitivo e creativo, nulla è frutto di decisioni fiduciose, di speranze riposte, insomma nulla nasce, solo spento si ripete, inanimato.

    Nel reale ci sono ossigeno, vitalità e voglia di crescita.

    Può essere difficile da soli individuare e trasformare il non reale che c’è in noi. La coscienza che tanti dolori psicologici sono mancata realtà è un passo avanti, una luce che indica quanto è migliorabile. Quando poi si vuole cercare un aiuto per sfatare miti dolenti, lo si trova.

    piet-mondrian-albero-rosso

                                      Piet Mondrian — Albero rosso
    Dolore PsicologicoRealtàMancata  RealtàTrasformareMigliorare

    LIBERTINI O INCATENATI? desiderosi di LIBERTA’?

    09 mercoledì Nov 2016

    Posted by Cristina Merlo in Uncategorized

    ≈ Lascia un commento

     

    liberta

    Vi concedete di tutto, non solo in campo sessuale, siete privi di limiti? Smodati alla ricerca continua del di più? Forse vi sentite schiacciati a terra dalla vostra stessa bramosia. Il desiderio dell’oltre non vi dà pace, diventa un’affannosa ricerca di un appagamento totalizzante che mai arriverà.

    Questo mi ricorda Sisifo costretto, in questo caso per punizione di Zeus, a portare un masso in cima a un monte, masso che rotola a valle e Sisifo lo deve riportare sul monte; così, per l’eternità. Piaceri estremi rotolano a valle e non lasciano nulla, se non fatica e insoddisfazione.

    Potete elevarvi dall’eccesso trovando sponde, ossia limiti. Partite alla ricerca degli argini del vostro fiume. Nuovi riferimenti e punti fermi si trovano in trance. Con un dialogo sempre più profondo col vostro inconscio, abbandonate i troppo per conquistarvi modi equilibrati. Una meta alla volta. L’ipnotista vi aiuta nella ricerca e si opera affinché il dialogo con l’inconscio si ancori nel vivere. Ciò che nasce in una trance è portato dall’inconscio al conscio e diviene un agire tutto nuovo.

    Ci sono vincoli che vi paiono inscindibili, che vi danno un apparente senso di sicurezza e che per parola data tenete in essere. Ma un vincolo cos’è? corro al dizionario ed ecco: http://www.treccani.it/vocabolario/vincolo/. Dal Latino vincire: legare… i vincoli della schiavitù… in meccanica qualsiasi limitazione alla libertà di movimento di un corpo…legame di natura affettiva, morale, sociale…

    Siamo tutti concordi nel dire che alcuni vincoli li abbiamo scelti e li teniamo, con piacere, sono ad esempio i legami affettivi preziosi. Non sono lacci al collo, sono corde elastiche, lasciano spazi a noi e all’altro.

    Avete catene che vi fanno sentire schiavi, succubi, inutili e vi chiedete se le dovete tenere?

    Una risposta è possibile solo guardando in sé. La trovate e sapete metterla in atto: bene, agite.

    Se questa risposta non c’è e vivete ondeggianti tra malesseri fisici e psichici, col desiderio di andare-scappare, fermate tutto. Osservatevi dall’esterno con distacco, come se un’altra persona vi vedesse dentro. Potrebbero arrivare chiarimenti.

    Se ancora tutto tace ma sentite di dovere e volere rompere catene andate a incontrare il vostro inconscio, vi indicherà la via verso la libertà.

    L’inconscio è libero, creativo, alternativo. E’ da sempre una parte di voi; chi meglio di lui può indurvi lungo la strada del cambiamento, alla ricerca dei vostri grandi spazi aperti, di impegni presi nella presenza, di obiettivi, di rispetto per voi e gli altri…

    L’ipnotista è un aiuto, un riferimento, attento a ciò che accade, rassicurante, sempre vicino a voi. Scegliete fiduciosi, allontanate prese inutili, arricchite il vostro mondo sino a farlo così variopinto e diversificato da viverlo come il regno della vostra libertà.

    triskell-celtico
                                                        Triskell celtico

    L’uomo e la donna liberi sono nei confini che si sono posti. Hanno case che lasciano entrare luce, parole, suoni, profumi, mondi e che consentono l’uscita del dare e dell’essere. Simili a un piccolo universo pulsante. Scelgono, ben sapendo che possono sbagliare; scelgono consapevoli.

    La libertà è movimento. Ogni scelta è movimento, il dischiudersi di un nuovo panorama che indurrà altre scelte.

    La libertà è un guardare in alto come in basso, procedendo umilmente.

    Ipnosi Libertà Vincoli Libertino Scegliere
    ← Vecchi Post
    Articoli più recenti →

    Info

    +39 3471817655
    +39 3471817655

    Categorie

    • Uncategorized

    Un sito WordPress.com.

    Privacy e cookie: questo sito usa cookie. Continuando a usare questo sito, si accetta l’uso dei cookie.
    Per scoprire di più anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie
    • Abbonati Abbonato
      • Cristina Merlo
      • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
      • Cristina Merlo
      • Abbonati Abbonato
      • Registrati
      • Accedi
      • Segnala questo contenuto
      • Visualizza sito nel Reader
      • Gestisci gli abbonamenti
      • Riduci la barra
     

    Caricamento commenti...