Fare sorprese, essere sorpresi

Mi piace questo gioco di parole.

Due momenti completamente diversi: il primo occupato nel fare, il secondo sospeso nell’essere.

Sono tanti i tipi di sorprese. Si possono anche acquistare e riescono ad essere gradite, a emozionare.

Ora pensavo ad altre sorprese, quelle che nascono spontanee, senza passare dal pensiero, giungono come un guizzo.

Le sorprese ricevute aprono varchi, spalancano orizzonti e illuminano vie.

Accendere occhi sorpresi è un dono e un frutto di esercizio.

Si impara a sorprendere: piccoli tocchi di novità e gentilezze vestiti su misura per ogni Persona. Ci vuole un’attenta e delicata fantasia.

Forse è più difficile farsi sorprendere, da qualsiasi tipo di creatura, da sensazioni e emozioni. Ci si veste di apertura al tutto e al dove. Uno sguardo aperto, mani spalancate e quel respiro profondo che gioioso coglie.

In queste righe ho ridondato di “sorprese”,

è un invito a farlo, lasciandosi andare, sì semplicemente lasciandosi andare…

Chi sorpreso per il non visto, l’intravisto, il fugace

tace con una luce che brilla dentro,

chi lo rivela a pochi.

Voglio per attimi vibrare i colori che scopro,

illuminare dolori, intemperie e secche,

voglio attenta cogliere sfumature di bellezze intense e timide.

Voglio danzare

con chi e vicino a chi ama questa vita

in tutta la sua complessa multiformità.

Voglio vedere il diverso e il controverso

provare a sfiorarlo con delicatezza

e iniziare a comprenderlo.

Moonrise over mineral terraces, Yellowstone National Park, Wyoming

© FRANS LANTING, Moonrise over mineral terraces, Yellowstone National Park

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