A partire dalla mia adolescenza, forse prima, iniziai talvolta a dirmi: “Un po’ speciale sono”.
Non so neppure “speciale” in cosa. Sapevo di “essere”.![]()
Beato Angelico
Da dove arriva questa breve frase? dal nulla, dall’intorno… era come se fosse giunta per aiutarmi, per donarmi tepore.
Me la dicevo una volta sola, con determinazione e con un velato sorriso interiore.
La pronunciavo nei momenti di sconforto e solitudine.
Ripetuta ogni tanto, ma per anni, lentamente si sedimentò in me lasciando un senso di pienezza, sicurezza e fortezza.
Parole molto semplici, paiono nate per bambini o per affiancare una giovane durante il suo crescere?
Questa frase “recitata” a lungo nel tempo chissà avrà cambiato i miei cromosomi, il mio patrimonio genetico, una piccola parte in me.
Questo esempio è un chicco di grano.
Col linguaggio, con le parole interpretiamo il nostro mondo e organizziamo le nostre azioni. Ci costruiamo in una dimensione tutta nostra.
Ogni Parola è un valore fondamentale, è capace di creare in noi e tutto intorno. Ogni Parola va detta e pensata sentendone il suo potere.
Nei momenti di abbattimento e nervosismo fermiamoci in lunghi respiri e solo allora lasciamo andare le Parole.
Penso ora ai mantra, presenti in ogni tradizione religiosa o a tutte le Parole buone, belle, incoraggianti, illuminanti, gioiose, d’aiuto…
Queste Parole costruiscono un linguaggio capace di “modellare” il positivo.
