Siamo maghi per noi stessi

…sappiamo fare magie.

                                     ©Mariella Trapani — vetrate

C’è chi crede di valere poco, d’essere sfortunato, di non aver da donare al mondo, di non meritare affetti… rimugina e rumina pensieri tendenzialmente negativi. Più il cervello pensa e ripensa in questo modo, più la persona è sfiduciata, priva di iniziative, demotivata, triste, a disagio in mezzo agli altri. Questi altri divengono come dei competitori, degli irraggiungibili, dei migliori; arduo rapportarsi quando si suppone d’essere degli inferiori, ancorati a svariate insicurezze. Procedendo così si arriva a provare un senso fallimento, il positivo non è percepito e non lo si può afferrare.

Stare in questi stati d’animo è controproducente. La “buona novella” è che tutti sanno p r o d u r r e.

Si lasciano da parte l’elenco dei bubù presenti e passati e la ricerca di spiegazioni alle sventure. Non siamo dei curriculum vitae, stiamo nel presente.

Si parte con piccole immediate soluzioni, “come se” tutto fosse sin d’ora meglio, convinti di essere i soli artefici della nostra nuova realtà.

Per chi è amico del leggere e dello scrivere, per chi davanti a un file o un foglio spazioso sa di essere libero, diviene semplice scegliere un colore o un font, una musica di sottofondo, un angolo preferito per iniziare a raccogliere le idee su quanto ama e apprezza in sé. Queste devono diventare parole e parole, che descrivono il meglio, le risorse, le capacità; insieme danno energia e coraggio, un punto d’appoggio per iniziare a vivere il nuovo, sin da subito.

Siamo maghi, ognuno coi suoi trucchi e la sua bacchetta, la magia del “come se” la conosciamo tutti. Da piccoli abbiamo giocato con la fantasia, con le braccia verso il cielo volavamo spericolati con gli amici, col pensiero al mare nuotavamo in misteriosi fondali dai mille colori; abbiamo sognato principi e principesse, un lavoro, una casa, un viaggio… Questo potere usiamolo nel qui e ora per agire come se quanto vogliamo sia, sia già. Questo immaginare è efficace. Conosciamo i nostri punti di forza e li apprezziamo, le nostre debolezze ci sono chiare e le accettiamo. Individuiamo un obiettivo, quello che ci appare come la chiave di volta e facciamolo reale, credendoci fermamente, con un occhio sempre puntato alle nostre preziose risorse.

La routine ci distrae da quanto accade intorno, forse ci tiene in un caldo angoletto, al sicuro, ma quanto ci fa perdere? quanto ci penalizza? quante possibilità perse? e poi un senso di insipido, di vuoto, di insoddisfazione.

Per introdurre pillole di cambiamento, per abituarsi gradualmente a non stagnare si parte da particolari, da ritocchi. Siamo una specie abitudinaria, ma possiamo accettare facilmente “variazioni sul tema”, efficaci e indolori, anche delicate.

Un amico esperto Counselor e Ipnotista un pomeriggio propose di uscire ogni mattina col proposito di far colazione in un bar diverso. Mi parve strano, ma lo feci. Conobbi molte persone, i cui discorsi erano spesso su temi diversi. Ogni caffetteria risentiva dello stile dei proprietari e dei clienti, del gusto nell’arredamento. Dopo poco tempo sapevo quale scegliere in base al mio stato d’animo. Ci sono bar che cambiano lo stato mentale. Bisogna provare. Ora in alcuni faccio esercizio d’ascolto, in altri rido, in altri mi prendo un momento di fermo immagine, per un breve attimo non sento i miei pensieri, dopo tornano a fluire da angoli diversi della mente.

Qualsiasi cambiamento influisce sul nostro umore. Le trasformazioni non ci arrivano solo dall’esterno, le possiamo introdurre noi, quando serve.

Ci si sente chiuse in un corpo goffo? si inizia a camminare come quella certa amica, pensando a un’attrice, a una donna aggraziata. Lo si fa ogni giorno. Si acquista un vestito femminile e lo si indossa convinte d’essere carine. Nascerà il desiderio di andare a ballare o in palestra. I sorrisi illumineranno sempre più spesso il viso di un corpo in trasformazione. Le convinzioni creano la realtà.

Sul lavoro alcuni colleghi vi schiacciano iniziative e personalità? si può lavorare sul tono di voce. Sedersi di fronte a uno specchio e parlare decisi, schiena bella dritta, spalle rilassate, convinti che le proprie idee verranno non solo considerate, ma apprezzate. Fate come se foste attori in grado d’essere quel personaggio che in voi esiste e che vi consente d’essere rispettati. Una mattina vi ritroverete a esporre ascoltati.

In casa per un motivo o per un altro vi sentite allo stretto? ritagliatevi del tempo per uscire tra le vie, nei parchi e restate attenti a cogliere quanto vi fa sentire “larghi”, con un pensiero aperto che coglie il linguaggio della natura, dai suoni ai colori, che incrocia sguardi, lanciandosi in saluti a sconosciuti. Si esce curiosi e “scoperti”, pronti a farsi vestire da quanto si incontra. Non ci si aspetta niente in particolare, si coglie l’inaspettato.

Per uscire dallo stallo? dalle malinconie? dalla sensazione che troppo non va? usate la vostra capacità di immaginare, per creare figure nuove, scenari e paesaggi dove respirate, dove sentire il profumo del vostro io. Di certo c’è un luogo in voi o nel reale che vi appartiene al punto tale da farvi sentire al sicuro, anche sereni e appagati. Immaginatelo e andateci, lì trovate la vostra idea, la vostra storia, il cambiamento che vi serve oggi.

“La calma e la certezza vi accompagnano, i pensieri scorrono, li guardate attenti, lasciateli passare, siate spettatori, scivolano come in acqua limpida. A un tratto comparirà quello che indica una decisione, un nuovo atteggiamento, un distacco necessario, un forte proposito… Fermi e curiosi, l’indicazione eccola è arrivata. Fatela realtà”.

Vi propongo di sentire la vita di chi vi avvicina, brevi racconti, che sommandosi a altri vi rendono consapevoli umani tra gli umani. L’ascolto empatico e interessato ci pone in una prospettiva diversa, non di minor importanza, ma di partecipazione e comunanza. Non siamo uguali, l’unicità è meravigliosa, possiamo essere vicini. La vicinanza si manifesta nei modi più impensati, alleniamoci a fare gesti e a sentire i gesti di partecipazione.

Questa attenzione piano piano cancella i grigiori inutili, che spesso nascono dal guardare troppo attenti alla nostra sola vita.

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