Un Figlio: “certo mi vuole bene, ma mi sento amato?”

Un interrogativo potente

mammachepeste

Cosa può significare un “mi vuole bene”? vuole il mio bene, il meglio per me, la mia felicità? vuole bene a me, così come sono?

Quanto conta che un genitore o entrambi vogliano il bene, il meglio, la felicità di un figlio?

Si è amati quando qualcuno vuole il nostro bene, il nostro meglio, la nostra felicità o non basta? Questo tipo di bene mi appare come un abbraccio distaccato o soffocante.

Distaccato quando gli adulti sono presenti essenzialmente solo fisicamente, distratti, incapaci d’affetto. Questa forma di gelo scompare quando arriva il “ti voglio bene per quello che sei”. Cambia tutto, ecco una forte sensazione di tepore e di avvolgenti braccia calde. Non è sufficiente il desiderare un qualcosa per l’ Altro, quanto è diverso e stupendo: “conosco un po’ il tuo Essere e lo accetto, lo apprezzo, sei una Persona importante per me”.

Soffocante quando il “meglio” può suonare all’incirca così: “vuoi diventare un adulto realizzato? frequenta le giuste compagnie, studia in quella scuola, non perdere tempo con tizio e con quegli hobbies che ti ritrovi”. Questo è solo un esempio di quanto troppe regole diventino non solo soffocanti, anche demotivanti sino a mettere al tappeto.

‘L’alternanza’ di periodi di vuoto pneumatico a periodi in cui i dictat fioccano da ogni parte è un’altra possibilità. Il vuoto, nonostante l’apparenza, soffoca perché lascia disorientati, come senza ossigeno, con pesante capogiro interno, con un senso dell’abbandono. Le troppe imposizioni inibiscono la capacità di scegliere e la fiducia nell’io.

Un bambino visto, accettato e accolto (chi accoglie rende partecipe di qualcosa di proprio, si offre, si spalanca verso l’altro diventando un tutt’uno con lui) sa di essere, di essere amato per come è. I bambini captano con la loro sensibilità e spontaneità, sentono più di noi il mondo intorno. Giocano attenti, concentrati e divertiti, allo stesso tempo presenti agli sguardi d’amore. Sfiorare con occhi presenti è accarezzare con l’anima, avvolgere rispettosi e incantati, consentire una crescita nella sicurezza e nella fiducia.

Volere il bene è essenzialmente: “ti voglio bene, sono qui, sono presente, mi fermo a guardarti e sento le tue meraviglie, la tua Persona”.

Una madre di quattro figlie, Kari Kubiszyn Kampakis, autrice e blogger: “Se c’è una cosa che spero è scoprire il nocciolo delle mie piccole. La personalità, la fibra morale, la bussola interiore…”

Cogliere il nocciolo, lo spessore, l’essenza presenti da sempre nei nostri figli.

Ognuno è il suo seme. Questa bussola interiore lasciamo che sia, che indichi loro le direzioni. Insegnamo il dono della libertà coi nostri gesti. Restiamo a guardarli, pronti a ascoltarli attenti e a dire le poche parole che ci chiederanno di pronunciare.

Ogni bambino chiede di essere amato.

Ogni bambino amato sarà un adulto amorevole.

Chi ha conosciuto poco amore o amore incerto può imparare a donare e ricevere amore, con immense fatiche. Ha in sè parti più fragili che negli anni rafforzerà.

Lo sfondo di questa stupenda foto è il nero. Anche dal buio più profondo sorge la luce, a illuminare i colori, tutti prendono forma.

Un augurio: che ogni bimbo possa essere il suo colore e la sua forma, muovendosi coi suoi passetti veloci e birichini…

Jodi Cobb

© Ph. Jodi Cobb – Seul

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